Stanchezza Cronica

La Sindrome da Stanchezza Cronica dal Punto di Vista Odontoiatrico

A) Aspetti clinici della SSC

Secondo BERGSMANN la manifestazione della SSC è conseguenza di un insieme di andamenti regolativi interattivi e non un banale meccanismo di causa – effetto.

L’aspetto riduzionistico, preferito dalla clinica, determina un effetto a cascata: in una qualche indagine diagnostica clinica di routine-o di laboratorio o per immagini- viene trovato un parametro modificato in senso patologico.

La necessità di arrivare ad una diagnosi comporta la classificazione nella patologia più prossima e l’allestimento della terapia ad essa relativa per lo più con farmaci “anti”. Non ci si deve sorprendere quindi se sempre nuove sindromi compaiono nella letteratura medica, spesso iscritte con uno o più nomi di autori.

A titolo esemplificativo possiamo citare:
* sindrome algica miofasciale
* sindrome algica somatoforme
* sindrome HWS (cervicale)
* sindrome stanchezza cronica

La molteplicità dei sintomi presenti nelle sindromi fa sì che il quadro di disturbi al momento dominante determini la classificazione in una determinata sindrome e la terapia relativa.

Negli USA la SSC alla fine degli anni 80 venne definita come patologia; in Europa viene ancora configurata come patologia psichica; una fatale differenziazione come vedremo poi in seguito.

B) Regolazione e carichi cronici

E’ statisticamente dimostrato il sensibile aumento delle patologie croniche che colpisce indistintamente ambedue i sessi.

Sotto il termine generale di “carichi cronici” possono essere classificate tutte le sindromi.

Il tema di questo articolo è di visualizzare, riferendoci alle cause, i quadri delle sindromi da carico cronico in particolare mediante la diagnosi termometrica computerizzata e considerando il sistema dentario come fattore di disturbo.

“Le sindromi da carico cronico non si presentano con un quadro patologico uniforme, bensì derivano dalla sommatoria di disturbi regolativi prodotti dall’interazione di più fattori di rischio” (BERGSMANN).

Si spiegano così le difficoltà diagnostiche in quanto più fattori influiscono sull’evento:

1. Alla base di tutte le sindromi ci sono alterazioni regolative croniche occultate da molteplici disturbi.
2. Le cause sono costituite da noxae croniche in forma subclinica – al di sotto della soglia della sensitività – e che rappresentano per l’organismo un disturbo della regolazione aspecifico e multiforme. La cronicità fa sì che la causa primaria rimanga occultata per le numerose interazioni patogenetiche.
3. Il processo patologico (fasi) della sindrome, influenzato da:
a) costituzione individuale (DISPOSIZIONE)
b) durata dell’azione degli agenti stressanti che interagiscono (CRONICITA’)
c) luogo dell’azione (LOCALIZZAZIONE)

4. Fattori stressanti correnti (noxae) possono variare lo svolgimento delle fasi.
5. 5 La manifestazione dei sintomi può essere coniata da banali noxae secondarie (es. influenza, Virus Epstein.Barr, crisi interpersonali, meteoropatia ecc.). In tal modo diversi quadri patologici vengono correlati al medesimo concetto superiore, in cui però il reale fenomeno patologico è rappresentato da un disturbo regolativo.

Le sindromi da carico cronico presentano il loro quadro clinico come risultato conseguente della sindrome di adattamento di SELYE.


Figura 1: Sindrome di adattamento generale (SELYE) schema della reazione fisiologica


Figura 2: Schema della reazione patologica

C) Le fasi delle sindromi (determinate dai carichi cronici)
1. La fase preclinica

Disturbi regolativi: lo starter, il fenomeno stressante iniziale ha azione solo sulla regolazione.
Sintomi: disturbi della condizione di salute, tensioni muscolari, disfunzioni ormonali, iperreattività, ipersensibilità, (psichica e fisica)…. Il paziente non viene influenzato da tali disturbi; per lo più non va dal medico.

Diagnosi clinica: nessun riscontro patologico.

Diagnostica regolativa: segni patologici alla palpazione dei punti riflessi (punti di pressione di ADLER, miogelosi, riflessologia plantare…). La diagnosi termometrica mostra il disturbo primario (starter).

Terapia clinica: farmaci sintomatici.

Terapia regolativa:eliminazione dei fattori di carico (starter), terapia regolativa generale ambulatoriale per il ripristino della normale regolazione, autoguarigione.

2. La fase della manifesta disregolazione

Disturbi regolativi: oltre allo starter agiscono altri fattori, rappresentati da noxae ad azione regionale su organi bersaglio.

Sintomi: allergie, disturbi organici in forma iniziale, decompensazione di lesioni fino a quel momento compensate, incipiente calo della capacità performante e stanchezza, reumatismo, gastrite, disturbi muscolari dopo sforzo… Il paziente si reca dal medico.

Diagnosi clinica: gli esami di laboratorio risultano ai limiti, gli esami radiologici e l’ecografia mostrano variazioni poco chiare o minime, la visita medica si indirizza verso il sintomo in quel momento dominante (es. cefalea).

Diagnostica della regolazione: anamnesi approfondita, la diagnosi termometrica computerizzata mostra labilità, incipiente aumento delle regolazioni bloccate.

Terapia clinica: farmaci- anti, terapia di sostituzione.

Terapia di regolazione: eliminazione della noxa primaria e dei fattori stressanti aggiuntivi. La fase richiede terapia ambulatoriale, una terapia domiciliare risulta insufficiente.

3. La fase della modifica strutturale

Disturbo regolativo: la disintegrazione regolativa è aumentata decisamente, complesso- emisoma, cronicizzazione di tutte le noxae (starter e degli altri fattori stressanti).

Sintomi: manifesti disturbi organici a carattere permanente, diminuita funzionalità dell’asse scheletrico, caduta della capacità performante, stanchezza, sindrome algiche diversificate, quadro della multimorbilità.

Diagnostica clinica: si orienta a seconda delle manifestazioni a livello organico / sistemico; appare in primo piano lo stato acuto che si è instaurato sulle sofferenze croniche di fondo.

Diagnostica regolativa: regolazione molto alterata la diagnosi termometrica computerizzata evidenzia diffusi blocchi che sono espressione di un sovraccarico del mesenchima.

Diagnosi clinica: in conformità dello stato acuto farmaci- anti, cortisone, sostituzione, interventi chirurgici.

Terapia regolativa: misure riabilitative di lunga durata, ricerca di campi di disturbo, terapia di stimolo degli organi emuntori, terapia della disbiosi, risanamento del terreno…

4. Stadio finale

Disturbi regolativi: il disturbo primario (starter) non è più riconoscibile. Le precedenti misure terapeutiche e la cronicizzazione hanno modificato la regolazione.

Sintomi: molte funzioni non sono più in grado di compensare, multimorbilità, depressioni, stanchezza e caduta della capacità performante, danni del sistema immunitario.

Diagnosi clinica: si orienta verso la manifestazione acuta del momento.

Diagnostica della regolazione: massicci disturbi regolativi, la diagnosi termometrica computerizzata evidenzia blocchi come conseguenza dell’esaurimento e del sovraccarico del mesenchima, il limite biologico è stato valicato. Terapia clinica: farmaci- anti, approcci terapeutici multipli, chirurgia.

Terapia regolativa: terapia complementare per alleviare i sintomi, risanamento del terreno, terapia di sostegno degli organi emuntori, terapia ortomolecolare… Le succitate fasi fondamentali riguardano tutti le sindromi da carico cronico e valgono anche per la SSC. Secondo BERGSMANN la SSC va correlata alla fase 2 a patto che in ragione dei sintomi di accompagnamento non sia già stata raggiunta la fase 4.


Figura 3: Schema delle reazioni interattive dei carichi cronici (secondo BERGMANN)

D) L’apparato dentario e la SSC

La patologia della regolazione concede inevitabilmente vantaggi. In presenza di una sindrome da carico cronico (SSC) si deve rispondere a due domande:

1. Quali sono i carichi primari ? (starter della disregolazione)
2. Quali sono i fattori stressanti (interattivi) aggiuntivi ? (fattori scatenanti i disturbi)
La diagnostica può orientare la terapia solo quando è stata preceduta da:
1. una anamnesi approfondita
2. una diagnostica della regolazione (diagnosi termometrica computerizzata)

Riportato il concetto in ambito dell’apparato dentario va posto il quesito in merito a quali noxae possano rappresentare lo starter ed avere la funzione di fattori scatenanti.

In particolare, fattori predisponenti sono:
* malocclusioni
* intossicazione da metalli pesanti subsintomatica
* intolleranza ai materiali
* campi di disturbo

1. Diagnostica della regolazione in ambito odontoiatrico

Anamnesi: globale e particolareggiata.

Palpazione: punti di pressione di Adler, parte vuota della mascella, distretto della vie linfatiche.

Test di vitalità: termica con acido di carbonio.

Radiografia: ortopantogramma su denti singoli! Esame di denti devitalizzati, radici, incorporazione di materiali, ostiditi, cisti, granulomi, tasche paradontali profonde, creazione di tasche nello spazio retromolare.

Test regolativo primario: diagnosi termometrica computerizzata con neuralterapia (terza misurazione) per la determinazione di campi di disturbo (indice di campi di disturbo SI-Z secondo UHLMANN), carico da materiali, disturbi dell’asse scheletrico, ecc…

Test secondario biocibernetico:documentazione di pulpiti croniche, differenziazione del carico da materiali…( vedi fig. 4, 5 e 6).

2. Terapia regolativa in ambito odontoiatrico

BERGSMANN grazie alle sue conoscenze ha trovato una formula dello sviluppo della patologia focale, formula nella quale ha messo in relazione i propri parametri con quelli già noti di SELYE.

SELYE ha indagato il comportamento dell’organismo a stimoli intensi ma di breve durata e giunse alla conclusione della Sindrome di Adattamento; BERGSMANN invece riscontrò che gli stimoli relativamente deboli dei campi di disturbo ma di lunga durata (cronicità) conduce alla patologia focale.

Da ciò consegue:

qualità dello stimolo x durata dell’azione = patologia focale riserve energetiche

La sindrome da adattamento e la sindrome da carico cronico sono due facce di un disturbo funzionale disregolativo provocato da uno stress cronico (BERGSMANN).

UHLMANN partendo da tale concetto ha elaborato un indice dei campi da disturbo che è stato integrato nel DIATEC CRT 2000®. Il software calcola sulla base dei dati regolativi individuali le differenti possibili qualità dei campi di disturbo (nessun campo di disturbo, alterazione segmentale, evento da campo di disturbo mono- o multifocale).

Si richiede un pretrattamento per ridurre il rischio connesso con il risanamento del focus e l’eliminazione di sostanze incorporate attive sul piano regolativo.

Tali rischi sono:

* Peggioramento iniziale (riacutizzazione)
* Disturbi della cicatrizzazione di ferite da disregolazione nel distretto dentario (segmento)
* Nuovi foci
* Regolazione iper o ipoergica



Figura 4: La paziente lamenta diminuzione della capacità performante e stanchezza (carente capacità di carico). Il CRT 2000® documenta la fase 2. L’indice di vitalità (VI) è sceso ad un livello 2 ( norma = 3). Il programma calcola a 4.5 l’indice di campi da disturbo- SI-Z (= evento da campo di disturbo multifocale). I blocchi regolativi nel termogramma dentario documentano un carico da materiali (ponte nel mascellare inferiore dx.= distretto 9). Terapia: eliminazione del ponte che disturba e risanamento del focus (16,14, 31, 35, 36). Terapia regolativa.



Figura 5: Il paziente presenta in anamnesi un quadro clinico di multimorbilità, da cui emerge che non è caricabile ed è stanco. Il CRT 2000® documenta la fase 3. L’indice di vitalità è sceso a 2.1. Il gran numero di blocchi regolativi (vedi il profilo di regolazione, il colore rosso) dimostra il sovraccarico del mesenchima. La differenza di temperatura (T-ges. re/li) è la risultante dello sbilanciamento dell’ortostatica. L’indice del campo da disturbo è calcolato a 2.2, significa che il limite segmentale è stato valicato e il disturbo regolativo si presenta come campo di disturbo multifocale. Terapia: trattamento osteopatico, bite e risanamento dei foci (14, 15, 23, 37, 38, 32, 31, 41, 43, 47, ). Terapia regolativa.

a) prima di intervenire va eseguito

* determinazione dei tempi d’intervento
* terapia sostitutiva ortomolecolare
* terapia simbiontica
* misure antiallergiche

b) terapia odontoiatrica locale specifica

1. nel caso di malocclusione: terapia osteopatica sull’asse scheletrico a sull’articolazione mascellare, risoluzione di dimensioni differenti delle gambe e disassamento del bacino; bite in miocentrica, sistemazione della occlusioni.

2. Intossicazione subclinica da metalli pesanti: ottimizzare gli organi emuntori, strategia terapeutica dei piccoli passi con pause, testare materiali di riempimento e nuova sistemazione, terapia di eliminazione, il medesimo procedimento vale per altri materiali.

3. Risanamento dei campi da disturbo: conservativo- chirurgico in funzione della intensità della alterazione della regolazione (carico segmentale, evento da campo da disturbo multi o monofocale). Pretrattamento come indicato in precedenza. Terapia regolativo di accompagnamento.



Figura 6: Il paziente presenta in anamnesi un quadro clinico di multimorbilità. Nel termogramma viene evidenziata la fase 3 in progressione. L’indice di vitalità è sceso a 1.2. Il sistema dimostra così l’esaurimento, sottolineato dalle numerose regolazioni bloccate (colore rosso nel profilo di regolazione). L’indice dei campi di disturbo è calcolato a 3.4 (= evento da campo di disturbo multifocale). Le evidenti differenze di lateralità delle temperature sottolineano il carico sull’asse scheletrico. Terapia: risanamento dei campi di disturbo e risanamento osteopatico. Prima del trattamento protesico, sistemazione dell’occlusione. Terapia regolativa.

E) Conclusioni

1. Nel contesto complessivo di diagnostica e terapia della SSC la diagnostica regolativa odontoiatrica è indicata per il chiarimento di molteplici disturbi regolativi che interagiscono. Ove fossero presenti cause dentogene va risanato sul piano odontoiatrico osservando gli aspetti terapeutici della regolazione.

2. La multicausalità di tutte le sindromi da carico cronico, quindi anche della SSC, richiedono per essere comprese nella loro globalità una collaborazione interdisciplinare. Anello di congiunzione è rappresentato dalla CRT 2000® poiché riflette in modo eccellente gli aspetti patologici della regolazione.

Testo di Dr. Jürgen Uhlmann
A cura dell’ Accademia Internazionale Medica Termometrica (IMAT International Medical Academy for Thermography )

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